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Mandala, in sanscrito propriamente cerchio, è un diagramma simbolico caratteristico del tantrismo induista e buddista in
cui circoli e quadrati concentrici spesso integrati con altre rappresentazioni simboliche, rappresentano l’Universo e l’origine
del cosmo nonché le connessioni tra le forze cosmiche ed il Metafisico. Comunque il simbolo del cerchio appartiene ai
primordi della storia umana, come testimoniano i graffiti rupestri preistorici, pur avvolto nel mistero del suo significato nel
quale sicuramente il fascino del sole e della luna occupa un posto fondamentale.
Carl Gustav Jung fu il primo ad applicare la parola sanscrita mandala ai disegni circolari tracciati da lui e dai suoi pazienti
durante il suo lavoro di psicoanalisi.
Jung associò il mandala al Sé, ossia al centro della personalità ed ipotizzò che esprimesse il bisogno naturale che ognuno di
noi ha di manifestare il proprio potenziale e la globalità della propria personalità, bisogno che si muove incessante
nell’inconscio, che riemerge nei sogni, nell’immaginazione e nei disegni. Il mandala junghiano assume il significato di
Monade e corrisponde alla natura microcosmica dell’anima. Nel mandala, motivi della storia comune a tutta l’umanità trovano
espressione assieme a simboli dell’esperienza individuale.
Il mandala evoca misteri che possono farlo sembrare esotico, a volte sconcertante ed incomprensibile; in realtà è facile come
il giuoco di un bambino che a tre e quattro anni con la sua matita scarabocchia forme per lo più circolareggianti ritracciando
incredibilmente quelli di uomini appartenuti alla preistoria. Da ciò possiamo dedurre che disegnare mandala fa parte di uno
schema naturale connaturato alla psicologia dell’uomo attraverso il quale prende coscienza del Sé. Il mandala fa appello al
Sé, all’ordine ed alla totalità nascosti in noi ed alla trama vitale che ci sostiene. Il mandala diviene un po’ il nostro spazio
sacro, un luogo protetto, un centro in cui concentrare le nostre energie. Ripercorrendo i nostri conflitti interiori nella forma
simbolica del mandala li proiettiamo fuori di noi producendosi così il processo psicoterapico verso l’ equilibrio.
Luvit, nelle sue raffigurazioni mandaliche, vuole proporre, oltre all’evento propriamente decorativo, uno strumento per iniziare
un processo arteterapico che ognuno potrà utilizzare come percorso per riequilibrarsi dallo stress quotidiano e quindi favorire
la concentrazione sul proprio mondo interiore.
I colori e le forme che Luvit predilige per queste opere sono quelli che nei vari contesti simbolici sono basati sulla comune
esperienza delle generazioni. Le associazioni dei colori hanno l’unico scopo di stimolare le Vostre associazioni personali: i
possibili significati sono innumerevoli ed ognuno potrà interpretarli secondo la propria sete inconscia di serenità ed
equilibrio.
Quando entrate in un mandala, la simbologia inconscia espressa da forme e colori è colta da Voi, dal vostro Io cosciente;
questa analisi spontanea trasmette informazioni dai livelli inconsci ai livelli consci della personalità conseguendone un
processo teso ad espandere la coscienza in direzione dell’individuazione, nutrimento insostituibile per la psiche.
Luvit propone un dipinto che favorisce l’introspezione, un dipinto ove spiritualità e psicologia formano un intreccio a cui noi
occidentali non siamo abituati ma che è talmente antico che la sua comparsa precede l’alba della storia, un dipinto che può
essere usato nella ricerca della nostra realtà interiore e per armonizzare le nostre energie aldilà del decorare le pareti.
Queste raffigurazioni non ripropongono l’iconografia classica o “déjà vu” dei mandala, ma sono creazioni dell’
artista ove forme e colori si armonizzano liberamente per proporre una raffigurazione che possa, in chi la osserva, favorire
una condizione che facilita la concentrazione e la meditazione: seguendone con lo sguardo il percorso grafico e cromatico è
possibile entrare in un differente stato di rilassamento e concentrazione che ci consente di ricuperare l’ equilibrio messo a
dura prova dalle ansie del quotidiano e dalle intrusioni del mondo esterno come stress ambientali e relazionali. Le geometrie
e i cromatismi agiscono su tre livelli: uno manifesto, uno nascosto ed uno simbolico.
Seduti nel nostro salotto o nel relax della camera da letto, finanche nella parete del nostro ufficio, possiamo avvalerci di una
decorazione che pur nei suoi silenzi ci offre sentieri di fuga dagli stress per restituirci a quelle armonie a cui l’uomo
occidentale ha progressivamente rinunciato.
Il simbolismo del cerchio nel quadrato è ben presente in questi dipinti: il quadrato, simbolicamente, ci offre la protezione dal
mondo esterno, ci inseriamo in uno spazio sicuro e circoscritto, anche Romolo e Remo tracciarono un quadrato per fondare
la loro città, mentre il cerchio rappresenta il nostro universo, la perfezione formale per raggiungere la perfezione spirituale.
All’interno di questa forma circolare si rappresentano altre forme che ci conducono il un punto nel quale “nascondiamo” il
nostro inconscio. Secondo Jung anche la nostra psiche è divisa in quattro funzioni, tre consce ed una inconscia. Percorrere
un tragitto, anche solo visivo, che ci conduce in uno stato di rilassamento, concentrazione e meditazione che maggiormente si
esalta se in sinergia con sottofondi di musica classica o distensiva, ci consente di raggiungere e restituire al nostro inconscio
quegli equilibri messi a dura prova giornalmente.
I colori esprimono le emozioni e le intuizioni più intime. Navigare tra i colori dei mandala aiuta a comprendere i messaggi
dell’inconscio.
L’artista propone 25 dipinti a raffigurazione mandalica a differente struttura formale e cromatica per offrire un’ampia scelta
che deve determinarsi per percorsi selettivi fino ad individuare il dipinto che ci coinvolge maggiormente e con il quale
potremmo avere le maggiori possibilità relazionali.
Tutte queste opere sono serigrafate su tela con vernici a smalto mediante tecnologia computerizzata e serializzate in
24 esemplari firmati e numerati con numeri romani sa I a XXIV con formato di cm. 100x100 e 96 con formato di cm.
60x60. Tutte sono firmate con firma Luvit autografa sul dipinto e Lucio
Vitale sul retro di ogni tela.
Ogni opera è corredata da un certificato di autenticità in cui è
riportata la tiratura, il numero dell’esemplare a cui si riferisce,
l’anno di produzione e il numero di archiviazione.
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